Se il maggior azionista sceglie l'astensione
C'è qualcosa di stonato nella scelta della holding Delfin di presentarsi all'assemblea del Monte dei Paschi con il peso del primo azionista relativo - il 17,5% non è una partecipazione qualunque - e poi scegliere l'astensione. Una posizione che, qualora fosse confermata l'indiscrezione del Sole 24 Ore, nella grammatica della finanza equivale a una resa elegante: non disturbo il manovratore, ma neppure mi assumo la responsabilità di dire dove voglio portare la banca. Eppure, proprio a chi detiene una quota così significativa si richiede esattamente il contrario: visione, coraggio, e soprattutto chiarezza. L'astensione, in questo contesto, non è neutralità. È adesione implicita alla linea che passerà,........
