Mosca perde il cavallo di Troia. Bruxelles blinda il fronte Est. E a Kiev Zelensky può esultare
Un antico proverbio ungherese dice che «il castello di Buda non fu costruito in un giorno» (che poi non differisce molto dal nostro «Roma non è stata costruita in un giorno»). Così, per vedere cosa farà davvero Peter Magyar bisognerà aspettare. Anche perché nonostante una campagna elettorale durata quasi due anni e un programma molto articolato, i dettagli su quello che sarà il suo mandato non sono del tutto chiari. Anche se dalle prime dichiarazioni, e le conseguenti reazioni, alcuni punti fermi sono già chiarissimi. In primis, per quanto riguarda la politica estera, in totale discontinuità con la linea filorussa e quindi anti-ucraina che ha caratterizzato il regno di Orbán.
È un fatto che la vittoria di Magyar abbia privato Vladimir Putin del suo principale cavallo di Troia all'interno dell'Unione Europea. La spina nel fianco di Bruxelles, quello che con i suoi veti poteva........
