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Dalla carbonara “rivisitata” all’Unesco: perché la cucina italiana è diventata un bersaglio globale

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18.12.2025

Nel dicembre 2025 il riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità da parte dell’UNESCO è stato presentato, in Italia e all’estero, come il suggello definitivo al valore culturale di un sistema gastronomico fondato su pratiche sociali, trasmissione familiare, ritualità quotidiane e un fortissimo radicamento territoriale.

Proprio questo riconoscimento, però, ha reso ancora più visibile un fenomeno che nasce ben prima del 2025 e che accompagna da anni la fortuna globale della cucina italiana: la sua esposizione costante a critiche, dileggi e veri e propri attacchi più o meno simbolici provenienti dall’estero, spesso promossi da grandi testate internazionali e non riducibili a semplici provocazioni marginali.

Già prima dell’UNESCO, uno dei casi più noti e verificabili risale al febbraio 2021, quando il New York Times pubblicò una ricetta denominata Smoky Tomato Carbonara. Il nome, associato all’uso di pomodoro in un piatto universalmente percepito come privo di questo ingrediente, scatenò una reazione immediata in Italia e divenne notizia internazionale. The Guardian e altre testate anglosassoni raccontarono la vicenda come esempio emblematico dello scontro tra reinterpretazione creativa e uso improprio di un nome tradizionale.
Non si trattò di una semplice divergenza culinaria, ma di una critica indiretta alla pretesa italiana di fissare confini identitari rigidi, spesso raccontata con ironia o sarcasmo.

Negli anni successivi, la carbonara è rimasta uno dei principali terreni di scontro . Tra il 2020 e il 2024, versioni del piatto firmate da celebrity chef internazionali in particolare da Gordon Ramsay sono state ripetutamente al centro di articoli e commenti che, pur partendo da una........

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