Addio Palestina, ora la sinistra scopre il Venezuela e gli artisti sono pronti al "bolivarismo"
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Esiste un fenomeno fisico, quasi magnetico, che regola le agende degli artisti impegnati. Non è la ricerca della bellezza e nemmeno necessariamente quella del talento, ma la forza di gravità delle piazze. Funziona così: quando una causa diventa sufficientemente "pop" da riempire i feed di Instagram e le testate dei giornali che contano, scatta la corsa al posizionamento. È successo con la causa palestinese e, c'è da scommetterci, succederà con quella venezuelana, anche perché qualcosa già si sta muovendo. Il Paese sudamericano, dopo la deposizione di Maduro, sta diventando, ora dopo ora, il nuovo terreno fertile per l'indignazione a favore di telecamera. Gli stessi movimenti che fino a ieri sventolavano i vessilli palestinesi ora stanno sventolando quelli venezuelani e anche gli slogan sono gli stessi, basta solamente cambiare il nome del Paese e........
