Le bolle speculative non arrivano mai con scritto “bolla” sulla fronte. Di solito arrivano vestite da progresso, inevitabilità e futuro radioso. Scopri la nostra promo di luglio ed iscriviti al webinar gratis!
Virginio Frigieri è tornato con il suo Piano Bar settimanale e questa volta ha fatto quello che gli riesce meglio: prendere la storia, metterla sul tavolo operatorio e mostrarci che le bolle speculative cambiano costume, ma non cambiano mai davvero natura.
Nell’articolo del 5 luglio, Frigieri parte dalla mania dei canali inglesi tra Settecento e Ottocento.
All’inizio i canali erano una grande innovazione: trasportavano merci, carbone, ferro, tessili e materiali industriali molto meglio delle strade fangose dell’epoca. Avevano senso. Erano utili. Erano produttivi.
Poi arriva la solita malattia.
Gli investitori vedono i primi profitti.
Le banche iniziano a prestare a chiunque.
Nascono progetti inutili.
La gente compra azioni come fossero biglietti della lotteria.
E alla fine arriva il collasso.
Poi Frigieri passa alla mania delle ferrovie.
Anche qui il copione è identico: tecnologia rivoluzionaria, primi........
