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Dormire tranquilli con il 3%, il 4% o il 7%? Il mercato cerca tranquillità: Stato, conti e BTP sotto esame

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29.06.2026

È appena uscito il nuovo numero della newsletter settimanale di LombardReport.com, il magazine gratuito dedicato ai mercati finanziari, alla Borsa, agli investimenti, agli ETF, ai fondi comuni, alle obbligazioni e alle strategie operative.

Il nuovo numero è già disponibile e può essere scaricato gratuitamente da qui:

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Il tema centrale di questa uscita è particolarmente attuale: come ottenere reddito dal proprio capitale senza trasformare l’investimento in una roulette. In una fase di mercato in cui molti risparmiatori cercano strumenti capaci di far dormire sonni tranquilli, Lorenzo Raffo analizza tre alternative che stanno attirando l’attenzione degli investitori: il rendimento garantito dallo Stato, il conto Unicredit al 4% e i BTP con rendimenti più elevati. Ma, come sempre, il punto non è fermarsi al numero scritto in grande. Il punto è capire che cosa c’è dietro quel rendimento, quali sono le condizioni, quali i rischi e quali le differenze reali tra uno strumento e l’altro.

Obiettivo reddito a basso rischio: il 3,25% dello Stato, il 4% del conto Unicredit e il 7% dei BTP

L’articolo di apertura, firmato da Lorenzo Raffo, parte da una domanda molto semplice: oggi il mercato offre davvero strumenti tranquilli per chi cerca reddito? La risposta non è banale. Perché un conto deposito, un titolo di Stato e un BTP ad alto rendimento non sono la stessa cosa. Hanno durata diversa, liquidabilità diversa, fiscalità diversa, rischio diverso e soprattutto un comportamento diverso se i tassi si muovono.

La newsletter aiuta il lettore a non cadere nell’errore più frequente: guardare solo il rendimento e dimenticare il rischio sottostante.

C’è tecnologia e tecnologia: in Borsa non tutto il tech è uguale

Tra gli articoli free di Emilio Tomasini troviamo un’analisi molto interessante sul settore tecnologico. Parlare genericamente di “tech” oggi rischia di essere fuorviante. Non tutta la tecnologia è cara allo stesso modo e non tutti i titoli tecnologici hanno la stessa valutazione.

L’articolo parte dal confronto tra P/E atteso e valutazioni storiche dei diversi segmenti tecnologici. Il messaggio è chiaro: in Borsa le etichette servono poco. Bisogna guardare dentro i........

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