menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Guerra e Trump. Così il referendum ha catalizzato il malcontento

25 0
24.03.2026

Poco più di una settimana fa un esponente di Fdi di un certo peso, Alberto Balboni, presidente della commissione Affari istituzionali del Senato, sospirava: "Trump è un guaio. Sull'esito del referendum è stato un vero handicap per noi. Possiamo solo confidare in Dio". Balboni è stato facile profeta perché nella sconfitta del Sì di ieri ci sono tante cose e, magari, la meno importante è proprio il merito del referendum. O meglio il tema c'era. Ieri in una telefonata con Salvini e Tajani la premier avrebbe spiegato: "Il clima era più esacerbato di quanto pensassimo: ha vinto Gratteri".

Ma poi c'è il resto che nell'esito forse ha pesato anche di più: una nuova guerra di cui non si comprendono ragioni e finalità con l'Iran di cui hai le immagini tutti i giorni in Tv, che si è portata dietro la peggior crisi energetica degli ultimi venti anni con la benzina alle stelle può trasformarsi in una miscela letale per qualsiasi governo che viene collegato, a torto o a ragione, all'attuale inquilino della Casa Bianca. Il referendum, qualunque esso sia, è stata solo l'occasione per esprimere il malcontento.

Non per nulla in Europa, come se si voltasse pagina, sono stati premiati i governi che hanno più polemizzato con la Casa Bianca: domenica la Cdu del cancelliere Mertz nelle elezioni amministrative si è imposta in........

© Il Giornale