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Le bici elettriche? Troppo veloci e spesso truccate Servono regole

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07.04.2026

Racconta molto di ciò che già si sapeva il rapporto "E-bike tra mobilità e sicurezza" di cui scriviamo nelle pagine che seguono e che Unasca e Format Research hanno presentato pochi giorni fa alla Camera. E cioè che le bici elettriche sono sempre più diffuse, che hanno dato impulso al settore e che hanno portato tanti, che mai lo avrebbero fatto, a pedalare. E questi sono i pro. Poi però c'è il rovescio della medaglia e cioè che è pratica diffusa modificarle per incrementarne la potenza e quindi esiste un serio problema di sicurezza visto che le e-bike per il Codice della strada restano bici a tutti gli effetti. Negli ultimi tempi poi si stanno diffondendo sempre più le cosiddette "fat bike", cioè quelle bici elettriche con le ruote grosse nate per muoversi sulla neve o sulla sabbia che vengono utilizzate soprattutto dai "riders" e sono nella sostanza motorini ma, non avendo targa, ovviamente non sono soggette a controlli e limitazioni. Chi pedala su questi mezzi va ovunque, anche dove non si può: sui marciapiedi, contromano, nelle corsie riservate. Una anarchia totale e pericolosa. Sarebbe quindi un passo avanti se chi ne ha il potere cominciasse con l'imporre queste bici "commerciali" una targa, un'etichetta, insomma qualcosa che le rendesse riconoscibili e rintracciabili in caso di infrazioni.

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