La geopolitica che scalda il ghiaccio
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Vaclav Nedomansky, i fratelli Jaroslav e Jiri Holik, Jan Suchy, Vladimir Dzurilla e gli altri. Per i cecoslovacchi sono nomi di eroi indimenticabili: nel marzo del 1969 furono chiamati a giocare in nazionale ai mondiali di hockey di Stoccolma. Il sorteggio della competizione si rivelò beffardo: la Cecoslovacchia dovette affrontare l'Unione Sovietica, lo stesso Paese che sette mesi prima aveva posto fine alla Primavera di Praga. I carri armati russi avevano invaso le città ceche, sparando sulla folla; due mesi prima, in gennaio, uno studente, Jan Palach, si era dato fuoco per protesta.
La nazionale dell'Urss era la più forte del mondo: aveva vinto gli ultimi sei campionati mondiali e tre delle quattro precedenti Olimpiadi. Il destino del match sembrava segnato. Eppure a vincere, per due volte, furono proprio i cechi. Nella seconda sfida, terminata 4 a 3, Jaroslav Holik, dopo aver segnato il primo gol, agitò il bastone di fronte a al........
