menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

La vera eredità politica di Bossi è fatta di domande rimaste inevase, come la forma Stato

32 0
21.03.2026

Nel 2008, la Lega calò a Roma con un pacchetto di riforme da realizzare: federalismo fiscale, macroregioni, immigrazione, ministeri da spostare al Nord, riforma del Senato come camera delle regioni. Ma presto la crisi mondiale e il nuovo colbertismo europeo si incaricheranno di archiviare la “questione del nord”

"L'avversario più dignitoso". "Protagonista del cambiamento in Italia". La politica ricorda Bossi

"L'avversario più dignitoso". "Protagonista del cambiamento in Italia". La politica ricorda Bossi

Umberto Bossi, l'ultimo eroe del Risorgimento

Umberto Bossi, l'ultimo eroe del Risorgimento

Memoir Bossi. I leghisti della prima ora ricordano il Senatùr

Memoir Bossi. I leghisti della prima ora ricordano il Senatùr

Alla fine Umberto Bossi quale eredità politica ha lasciato? E se anche fossero debiti, di quale moneta? E chi si incaricherà di saldarli? Scontato dire che il suo sogno nordista non si è realizzato. Banale, quando non sia solo un espediente polemico strumentale, sottolineare che la Lega di Bossi non è quella di Matteo Salvini. Con tutte la critiche che si possono muovere all’ideologia salviniana, va riconosciuto che, nella Lega, Salvini è stato l’unico a riprendere e incarnare l’antropologia del Capo, la postura rozza ma dritta al sodo della politica che era il marchio del Senatur. Non di questa eredità di tratta. Ma di alcune domande che la parabola di Bossi, iniziata quando ancora la Prima Repubblica sembrava eterna, ha posto a tutti, non solo alla sua “Padania”. Una questione di rappresentanza, per quanto rozzamente a suon di “Roma Ladrona” o “Nord nazione”, e una questione di forma dello stato che nessuno aveva mai posto.

E che nessuno aveva mai provato a risolvere,........

© Il Foglio