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La fronda conservatrice e cristiana contraria alla guerra contro l'Iran

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17.03.2026

I conservatori americani dilaniati dalla guerra in Iran, tra politica e religione: “Trump la pagherà alle elezioni. Sospetto che i democratici otterranno una grande vittoria nel 2026", dice il direttore di Crisis Magazine, rivista vicina alle battaglie culturali pro life

Agli ayatollah non piace il Leone prudente

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"L'attacco all'Iran non risponde al criterio della guerra giusta", dice il cardinale di Washington

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Il cardinale di Chicago attacca Trump, ma in America aspettano che parli il Papa

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Roma. In queste due settimane di guerra all’Iran, non pochi osservatori hanno notato la progressiva scomparsa dai radar del vicepresidente americano J. D. Vance. A giudizio di qualcuno, è la prova della fatica che il conflitto scatenato contro il regime dei pasdaran fa a essere accettato presso la base Maga. Più in generale, a differenza della stagione bushiana (padre e figlio), è il mondo conservatore – assai frastagliato  – a mostrare più d’una perplessità rispetto al disegno (sempre che esista) di Donald Trump e della sua Amministrazione. Se sul Wall Street Journal William McGurn ha attaccato direttamente il Papa – “Non saranno le omelie a liberare l’Iran”, è il titolo del suo editoriale  – altri hanno punti di vista diversi. Chiaro, in questo senso, è quanto ha scritto Eric Sammons, il direttore di Crisis Magazine, rivista cattolica statunitense molto attiva sul fronte delle guerre culturali, dalla libertà religiosa alle tematiche pro life. Sammons scrive che “questa guerra (e sì, è una guerra) non soddisfa le condizioni della teoria della guerra giusta”. 

Interpellato dal Foglio, aggiunge che “il protestantesimo evangelico – in particolare quello appartenente alla corrente dispensazionalista – sia tra i principali sostenitori di questa guerra e stia di fatto spingendo Trump a intraprenderla. E’ uno scandalo che ha portato morte e distruzione in medio oriente”. Quanto ai criteri della guerra giusta, “questo conflitto non soddisfa le quattro condizioni come indicato nel Catechismo della Chiesa cattolica. In particolare, non sono stati esauriti tutti i mezzi per porre fine alle divergenze tra Iran e Stati Uniti, e l’uso delle armi in questo caso probabilmente produrrà mali e disordini più gravi del male che si vorrebbe eliminare (tra cui un odio più profondo verso gli Stati Uniti all’estero e........

© Il Foglio