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Baunov: “Per i russi, la pace giusta è quella che vuole Putin. Ma anche i lealisti iniziano a farsi domande”

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04.03.2026

"Solo una minoranza vuole issare la bandiera russa a Kyiv". Intervista allo scrittore, diplomatico ed esperto di politica internazionale. "Se ci fossero elezioni democratiche, non parleremmo più di ammettere Putin e il suo partito. Sono forze compromesse, quasi fasciste"

Missili e droni contro l'Ucraina e l'incontro in Svizzera con Witkoff

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Contro Putin si vince insieme, agendo. Lezioni finlandesi con Sanna Marin

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L'alleanza anti Shahed contro l'Iran, che ha imparato dal Cremlino

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Perché non c' è momento più propizio di questo per far cadere un regime

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Finirà, prima o poi, la guerra tra Russia e Ucraina? “La saggezza comune dice che ogni guerra finisce. La domanda è se può finire quest’anno con un accordo di pace a seguito di trattative. No, non siamo vicini, nonostante i rapporti ottimistici di entrambe le parti che parlano di progressi”. A rispondere così, in un’intervista al Foglio, è Alexander Baunov, filologo, specialista di politica internazionale moderna, ex diplomatico presso l’ambasciata russa ad Atene, attuale senior fellow al Carnegie Russia Eurasia Center di Berlino. E’ autore di “La fine del regime. La caduta di tre dittature europee e il destino della Russia di Putin, bestseller edito in Italia dalla Silvio Berlusconi editore.  “Il problema  – dice – è che non siamo più all’inizio della guerra, non è che scambiando qualcosa per qualcosa si troverà la soluzione. Non è più questione di stabilire se l’Ucraina potrà o no accedere alla Nato, se i confini saranno quelli di adesso o quelli dell’èra sovietica, se il grado di indipendenza dall’occidente sarà più o meno ampio.  Questo è chiaro. Il punto è che per Putin bisogna aggiungere altro e quest’altro è innanzitutto una ristrutturazione profonda dello stato ucraino. Non si tratta di ricomprendere Kyiv nella sfera d’influenza russa: anche gli americani avevano una propria sfera d’influenza di cui facevano parte stati che venivano lasciati autonomi rispetto a lingua e costumi. L’obiettivo di Mosca è andare a toccare l’identità ucraina, i veri princìpi culturali di quello stato.........

© Il Foglio