La campagna dei democratici contro Palantir, che è ovunque
Possedere azioni dell’azienda o ricevere donazioni da figure a essa collegate, sta diventando un motivo di attacco all’interno del partito democratico. E’ nato un gruppo di pressione, chiamato Purge Palantir, che ha come obiettivo far promettere ai candidati di rifiutare qualsiasi donazione dall’azienda
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Il candidato democratico alla Camera Colin Allred giorni fa ha attaccato la sua rivale alle primarie Julie Johnson accusandola di “ottenere migliaia di dollari grazie alla compagnia che l’Ice usa per trovare e detenere i nostri vicini”. Il riferimento è alle azioni, che la deputata possiede, di Palantir, l’azienda fondata dal miliardario Peter Thiel che si occupa di analisi dei dati e i cui software sono utilizzati in modo massiccio dalla polizia dell’immigrazione per trovare e imprigionare le persone che si trovano illegalmente sul suolo americano. Possedere azioni dell’azienda, o, ancora peggio, ricevere donazioni da figure a essa collegate, sta diventando un motivo di attacco all’interno del partito democratico. E’ nato un gruppo di pressione, chiamato Purge Palantir, che ha come obiettivo far promettere ai candidati democratici di rifiutare qualsiasi donazione dall’azienda: ha già convinto cinque deputati e un senatore. La stessa Johnson, attaccata da Allred, ha disinvestito da tutte le azioni di Palantir che possedeva.
L’azienda, nel frattempo, ha assunto due lobbiste storicamente legate al Partito democratico, Cristina Antelo e Debra Dixon. Pressata sul tema, Antelo ha affermato che la narrazione riguardo a Palantir che si sta facendo a Washington non sarebbe accurata e il suo compito è proprio quello di fornire più informazioni possibili ai democratici. Palantir ha vari contratti attivi nel settore pubblico, negoziati nel tempo con Amministrazioni democratiche e repubblicane. Nell’ultimo periodo ha ottenuto un finanziamento stabile dal dipartimento della Difesa per il suo Maven Smart Systems, un software che dà accesso ai dati dei sistemi di sorveglianza e a immagini satellitari per analizzare i dati dei campi di battaglia e identificare i possibili obiettivi: uno strumento utile a coordinare bombardamenti e attacchi militari. Inoltre, secondo il Wall Street Journal, sarebbe una delle aziende scelte da Trump per lavorare alla costruzione del Golden Dome, lo scudo antimissilistico che dovrebbe coprire, nell’idea del presidente, l’intero territorio statunitense.
Ma il settore che ha attirato più critiche all’azienda è quello dell’immigrazione. Palantir lavora a stretto contatto con l’Ice e ha ottenuto vari contratti, a partire dal 2011, per costruire software di analisi dati che rendessero più semplice l’individuazione degli irregolari. Se fino all’inizio del secondo mandato di Trump questi sistemi erano implementati principalmente per localizzare persone pericolose, la stretta odierna ha portato all’utilizzo delle analisi di Palantir per localizzare chiunque si trovi illegalmente sul suolo americano per deportarlo. Come riportato dalla American Civil Liberties Union, l’Ice utilizza il “sistema Elite”, sviluppato da Palantir, per identificare gli obiettivi. L’app popola una mappa virtuale di persone per la potenziale deportazione, e dà la possibilità agli agenti di vedere nomi, foto e date di nascita tramite l’incrocio dei vari dati in possesso del governo. Attraverso questo sistema gli agenti cercano “aree ricche di obiettivi” in modo da arrestare più persone e cercare di raggiungere la quota giornaliera di deportazioni. Questo sistema ha subito una battuta d’arresto dopo le uccisioni di due civili statunitensi durante le operazioni in Minnesota, che ha evidenziato come questa gestione dell’immigrazione non sia ben vista dalla maggioranza dei cittadini americani. Secondo il New York Times, poi, il sistema che la polizia utilizza per rintracciare gli illegali verrebbe usato anche per riconoscere i cittadini che hanno preso parte a proteste contro la presenza dell’Ice nel proprio quartiere, il che darebbe adito alle accuse che vedono nel rapporto stretto tra Palantir e l’Amministrazione Trump la costruzione di uno stato di sorveglianza. Un’analisi rispedita al mittente dall’amministratore delegato dell’azienda Alex Karp, che si è però dichiarato favorevole a utilizzare mezzi di sorveglianza contro gli avversari degli Stati Uniti.
