L'Hormuz di Meloni. Energia, sicurezza, legge elettorale, antisemitismo: dopo il referendum si rischia l'ingolfamento parlamentare
La premier promette alle opposizioni un confronti per scrivere i decreti attuativi (qualora vincesse il Sì al referendum). Ma l'agenda parlamentare è già particolarmente affollata
Meloni giovedì ospite al podcast di Fedez. Gasparri: "Fa benissimo". Il rapper voterà Sì? "Non me l'ha detto"
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La premier Giorgia Meloni l’ha ripetuto anche nel podcast di Fedez: sull’eventuale legge di attuazione per dar seguito alla riforma della giustizia servirà “il coinvolgimento delle opposizioni”. Ma il problema per il governo e per la maggioranza è che il calendario dei lavori, di qui alle prossime settimane, è già fittissimo. Il rischio concreto è quello di un ingolfamento à la “Stretto di Hormuz”. L’indomani del voto, infatti, si ricomincia col passaggio in Aula, a Montecitorio, di leggi come quella che assegna poteri speciali a Roma capitale. Ma l’elenco è vasto: dal dl Bollette al decreto Sicurezza, passando per il ddl Pnrr e quello sulla tutela dei minori (ispirato dal caso della famiglia nel bosco). Per non parlare della legge per il contrasto all’antisemitismo appena approvata in Senato. E la legge elettorale che fine fa?
Nel calendario dei lavori pubblicato la scorsa settimana dalla Camera spiccava, come abbiamo notato sul Foglio, il posticipo della discussione del decreto Bollette, licenziato dal governo a febbraio dopo una lunga gestazione. Quel testo, esaminato in commissione Attività produttive, è stato nel frattempo........
