Trump e Netanyahu vogliono mobilitare i curdi contro l'Iran
L'idea di aprire un fronte terrestre al confine con il Kurdistan iracheno e assestare un altro colpo ai pasdaran. E non è detto che Erdogan si opponga
I bombardamenti sull’Iran erano iniziati solo da poche ore quando il presidente americano Donald Trump, domenica scorsa, ha alzato la cornetta del telefono per dare seguito a un piano che, a dare ascolto alle indiscrezioni riportate ieri da Axios, potrebbe avere effetti ancora più dirompenti negli equilibri mediorientali. Prima ha parlato con il leader del Partito democratico del Kurdistan iracheno, Masoud Barzani, poi con Bafel Talabani, leader dell’Unione patriottica del Kurdistan. I dettagli delle conversazioni non sono noti, ma lo scopo di Trump, spiegano alcuni funzionari americani rimasti anonimi, sarebbe quello di coinvolgere i peshmerga in una azione di terra contro l’Iran. Appena “traditi” in Siria, dove l’esperimento del Rojava si è frantumato, gli Stati Uniti stanno di nuovo chiedendo aiuto ai curdi.
Stavolta, dietro al tentativo di persuasione americano ci sarebbero mesi di lavoro sotto traccia condotto dal premier israeliano Benjamin Netanyahu, che vorrebbe mobilitare i curdi di Iraq e Iran contro la Repubblica degli ayatollah. Azzardo o mossa calcolata, la paura dello stato ebraico è che lo slancio iniziale dell’offensiva aerea americana si esaurisca senza che l’obiettivo del regime change in Iran arrivi all’esito auspicato, lasciando i pasdaran al loro posto e più........
