La linea del fronte è in Iraq, dove i pasdaran soffiano sul settarismo
L'attacco all'ambasciata americana a Baghdad, la successione di al Sudani, i danni economici, la finta fatwa di al Sistani. Ecco il piano dell'Iran per destabilizzare l'Iraq
Dalla parte giusta della Storia: l'Europa che non ti aspetti
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Un nuovo medio oriente. La versione di Gilles Kepel
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Il disordine, la guerra e il grande vuoto politico del nostro tempo
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Perché i droni americani partiti da Sigonella non avevano bisogno del sì italiano
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Girano delle voci a Baghdad su un incontro segreto che si sarebbe tenuto sabato sera in un appartamento nella Zona Verde della capitale irachena. Durante questa riunione, il premier uscente, Mohammed Shia’ al Sudani, e Qais Khazali, capo di una delle principali milizie filo iraniane, Asa’ib Ahl al Haq, avrebbero raggiunto un accordo per un secondo mandato di al Sudani alla guida del governo, con la benedizione della milizia, che vanta legami molto stretti con l’Iran. L’intesa sarebbe stata raggiunta per rispondere alle pressioni esercitate in questi mesi dagli americani, che ripetono di volere l’ultima parola sulla scelta del nuovo capo del governo iracheno. Per Donald Trump, al Sudani sarebbe l’opzione migliore per scongiurare un terzo mandato dell’ex premier Nouri al Maliki, considerato dal presidente americano un pupazzo nelle mani di Teheran. Ma nonostante i proclami di........
