Anche Nestlé prova a liberarsi dei gelati confezionati. Tutta colpa degli hipster
Il settore è in salute e continua a crescere in Europa. E con le temperature che continuano ad alzarsi la scelta della multinazionale svizzera (e prima di Unilever) sembra assurda. Ma non lo è davvero
Sembra assurdo che in un mondo che continua a riscaldarsi, le multinazionali inizino a vendere i comparti che producono gelati confezionati. La prima era stata Unilever. Nel 2024 il gruppo britannico aveva ceduto i marchi Magnum, Ben & Jerry's, Cornetto, Breyers, Calippo e Wall's a una società dei Paesi Bassi che aveva creato la società The Magnum Ice Cream Company. Ora tocca a Nestlé. La multinazionale svizzera ha deciso di fare lo stesso con Maxibon, Coppa del Nonno, Haagen-Dazs e gli altri marchi di gelati confezionati. Giovedì 19 febbraio, il ceo Philipp Navratil ha annunciato che il suo gruppo cederà il 50 per cento di Froneri, la società – in joint venture con la società francese di private equity PAI Partners, nella quale hanno investito Goldman Sachs e l'Abu Dhabi Investment Authority – che produce i gelati di Nestlé: comparto da 5 miliardi di ricavi e 12 mila persone........
