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Fascismo, surrealismo e rivoluzione: un sogno confuso e fuori misura

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14.02.2026

Tra suggestioni benjaminiane, ebbrezze surrealiste e richiami alla “rivoluzione” come mito liberatorio, l’antifascismo evocato da Naomi Klein rischia di trasformarsi in un esercizio onirico che scambia il sogno per politica e l’immaginazione per soluzione della realtà

Il numero di Internazionale della settimana scorsa ha offerto ai suoi lettori come pezzo forte, annunciato trionfalmente in copertina, un lungo testo di Naomi Klein intitolato Surrealismo contro fascismo, con il sottotitolo “Quando l’immaginazione diventa resistenza all’autoritarismo”.

Oddio, stiamo tornando alla Parigi del Sessantotto e alla sua parola d’ordine piuttosto vuota ma eccitante “l’immaginazione al potere”? Purtroppo direi proprio di sì. Con l’aggravante che mentre sappiamo piuttosto bene cosa sono il fascismo e l’autoritarismo, invece del surrealismo, gruppo e movimento d’avanguardia, possiamo pensare diverse cose, soprattutto se ne facciamo il sinonimo di ogni genere di immaginazione, da quella necessaria a capire la realtà fino a quella che nega la realtà per principio e così ci si perde nella fantasticheria.

Il discorso di Klein si apre con queste parole: “Il 18 ottobre 2023, undici giorni dopo l’inizio della........

© Il Foglio