Intervista a Natalia Ceccarelli, giudice di Corte d'appello a Napoli, eletta nel Comitato direttivo centrale dell’Anm con il gruppo dei CentoUno: «Anziché farci carico delle derive correntizie, diffondiamo messaggi maliziosamente fuorvianti»
Natalia Ceccarelli, consigliera alla Corte d’appello civile di Napoli, eletta nel Comitato direttivo centrale dell’Anm con il gruppo dei CentoUno: lei ha detto che con i manifesti nelle grandi stazioni l’Anm «ha abbracciato la politica e il modus degli imbonitori». Ci spiega meglio?
Attraversiamo una fase delicatissima, nella quale la magistratura associata dovrebbe mostrare consapevolezza della propria quota di corresponsabilità omissiva rispetto alle degenerazioni che hanno favorito, nel comune sentire, il progressivo sgretolamento del suo patrimonio di credibilità, e, nel contempo, offrire garanzia di equilibrata rigenerazione. Il Comitato referendario ha scelto, invece, di veicolare un messaggio maliziosamente fuorviante e, quel che è peggio, connotato da allarmismo. Anziché rassicurare sull’integrità del ruolo di garanzia richiestoci, incrementiamo, in tal modo, il nostro distacco dal corpo sociale. L’effetto è che le ragioni di quanti sono già orientati si rinsaldano, mentre non si sposta un solo voto tra gli indecisi.
L’Anm ha stanziato altri 300mila euro: qual è la posizione sua e del suo collega Andrea Reale?
Ci siamo opposti al rifinanziamento, come ci eravamo opposti alla costituzione di un comitato direttamente impegnato nella campagna referendaria, che avrebbe inevitabilmente trasformato l’associazione in un soggetto politico, al netto dell’espediente rappresentato dalla gemmazione di un organismo dotato di........
