Il presidente Ucpi rivendica la trasversalità del referendum e accusa Anm e centrosinistra di alimentare uno scontro ideologico
Francesco Petrelli, presidente dell’Ucpi e del Comitato “Vota Sì È giusto”, inaugurate il vostro anno giudiziario il 6 e 7 febbraio a Roma con un evento dal titolo “La trasversalità del Sì”. Qual è il messaggio forte che volete lanciare?
Che quelli del Sì e del No non dovrebbero essere due partiti. L’Unione ha nel proprio patrimonio laicità e trasversalità come valori irrinunciabili che credo debbano essere riaffermati con forza proprio in questo confronto referendario. In un contesto che sembra promuovere una logica di scontro fra due diversi blocchi ideologici il linguaggio laico della trasversalità svolge un ruolo fondamentale. Così mettiamo in crisi quella impropria e irragionevole saldatura fra la sinistra parlamentare e l’associazione nazionale magistrati. È per questo che abbiamo invitato tutta la magistratura che vota sì e quella sinistra che è da sempre stata favorevole alla riforma. È un messaggio di verità che vogliamo consegnare a tutti i cittadini.
Cosa pensa della posizione di Goffredo Bettini: sono d’accordo col merito della riforma ma voto No contro Giorgia Meloni?
Bettini si è sempre convintamente e pubblicamente dichiarato favorevole a questa riforma, collocandosi dentro una linea coerente di riformismo che da Vassalli a Macaluso, da Viviani a Petruccioli, ha attraversato tutta la sinistra italiana. Bettini ha solo il merito di dire la verità sul perché del suo voto, mentre la sinistra e la Anm ingannano gli elettori evocando il fantasma di Gelli ed agitando presunti scenari colpisti. Votare contro questa riforma solo perché si vuole contrastare la destra al governo resta, tuttavia, un errore perché una riforma costituzionale è buona o cattiva a prescindere da........
