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Al vertice Ue un prestito di 90 miliardi per Kiev che ha accontentato tutti, tranne il Cancelliere e von der Leyen

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19.12.2025

La manovra è tanto perfetta da autorizzare il sospetto che fosse studiata e preparata con cura. Non è detto che sia così. È possibile che la soluzione adottata nella notte tra giovedì e venerdì dal Consiglio europeo per il prestito di 90 miliardi, senza il quale per l’Ucraina la guerra sarebbe finita in poche settimane con la bancarotta, sia frutto delle circostanze, dei veti, delle pressioni americane.

La sola cosa certa è che si sono mossi con grave imperizia e clamoroso dilettantismo gli sconfitti, cioè il cancelliere tedesco Merz, la presidente della Commissione europea von der Leyen e quello del Consiglio europeo Costa. Sino alla serata di giovedì la sola ipotesi in campo sembrava essere il sequestro degli asset russi, dato il muro eretto non solo dalla Germania e dai Frugali ma anche dalla stessa Commissione contro ogni possibilità di ricorrere al debito comune, opzione che si è invece poi a sorpresa imposta. Il prestito era di gran lunga la principale posta in gioco sul tavolo del Consiglio, che però per tutta la giornata era stato ben attento a non sfiorare l’argomento facendoli slittare in fondo all’odg. La discussione vera era a latere, nella raffica di incontri con il premier belga De Wever. Senza il semaforo verde del Paese davvero esposto,........

© Il Dubbio