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La rimonta dei No al referendum sulla riforma Nordio e la concorrenza di Vannacci spingono la premier a riprendere la battaglia "culturale" anti-sinistra

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10.02.2026

La scelta di Meloni di passare all’offensiva non nasce dal nulla. Nelle ultime settimane, a Palazzo Chigi si è fatto strada un doppio allarme: da un lato i sondaggi che segnalano una rimonta dei No al referendum, dall’altro una pressione crescente sul fianco destro, dove alla competizione strutturale con la Lega si è aggiunta la presenza sempre più ingombrante del generale Roberto Vannacci. È in questo contesto che Giorgia Meloni ha deciso di forzare i tempi e alzare il livello dello scontro, non limitandosi più alla gestione del dossier referendario ma rilanciando una battaglia a tutto campo, politica e culturale insieme.

L’asse è chiaro: sicurezza, identità, ordine pubblico. Temi che parlano all’elettorato di riferimento e che consentono alla premier di recuperare centralità, imponendo all’agenda pubblica una polarizzazione netta. Non solo il referendum, dunque, ma un tentativo di riconquistare terreno su più fronti, ricompattando il campo e rimettendo in discussione le coordinate del confronto politico. Un’operazione che tradisce anche il timore di un appannamento del consenso personale e, soprattutto, dell’eventualità che una sconfitta alle urne possa lasciare segni profondi........

© Il Dubbio