Il blitz americano in Venezuela riapre le crepe nella maggioranza: prudenza leghista, pragmatismo atlantista di Palazzo Chigi
La distanza tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini sull’operazione americana che ha portato all’arresto di Nicolás Maduro segna l’ennesima crepa nella politica estera della maggioranza. Una frattura che va oltre il giudizio sull’intervento militare statunitense e investe equilibri internazionali, alleanze interne e interessi economici strategici.
Il leader leghista, stretto tra la fedeltà politica a Donald Trump e una linea ormai strutturalmente dialogante con Mosca, ha scelto la prudenza, se non la critica aperta, al blitz Usa. Una posizione che lo colloca su coordinate non lontane da quelle del Cremlino e che, sul piano domestico, riattiva l’asse gialloverde già sperimentato sul dossier ucraino, dove le tesi del Carroccio continuano a coincidere con quelle del Movimento 5 Stelle, a partire dalla diffidenza verso l’interventismo americano e dalla centralità assegnata alla diplomazia.
Non è solo una scelta ideologica. Salvini intercetta un sentimento diffuso in una parte dell’opinione pubblica e........

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