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Si eviti la solita legge costruita con gli slogan, o il Parlamento lascerà di nuovo la decisione ai giudici: conta l'obiettivo, le parole sono uno strumento

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06.02.2026

Il dibattito parlamentare sulla riforma della violenza sessuale si è incanalato su un’alternativa solo apparente: consenso sì o consenso no. È una semplificazione che non aiuta a capire il problema e, soprattutto, non aiuta a scrivere buone leggi penali.

Nel diritto penale le parole non sono bandiere, ma strumenti. Parlare di “consenso libero e attuale” senza definirne confini, criteri di riconoscibilità e parametri di accertamento espone la norma a un ampliamento eccessivo dell’area del penalmente rilevante oppure ad applicazioni diseguali, affidate alla sensibilità del singolo giudice. In entrambi i casi, la legge rinuncia a fare il proprio mestiere e trasferisce sul processo ciò che avrebbe dovuto decidere prima.

È per questo che la mediazione emersa al Senato andrebbe letta per ciò che è: non una modifica dell’obiettivo politico, ma un cambio di tecnica legislativa. Ancorare la fattispecie alla mancanza di volontà della persona, valutata alla luce del contesto, degli atti a sorpresa e........

© Il Dubbio