I familiari dell'uomo, morto nel 2022, avevano presentato ricorso contro la decisione di sanitari e giudici francesi che avevano autorizzato la sospensione dei trattamenti vitali rilevando un accanimento terapeutico in contrasto con il testamento biologico disposto dallo stesso paziente
La volontà del paziente vale sempre, ma entro certi limiti di “ragionevolezza”. È questo il cuore della sentenza con cui la Corte europea dei diritti umani ha confermato come legittima la decisione di medici e giudici nel caso di un cittadino francese morto nel 2022.
L’uomo, in coma profondo a seguito di un grave incidente, aveva precedentemente espresso attraverso il testamento biologico la volontà di essere tenuto in vita. Una volontà che date le condizioni cliniche avrebbe configurato un’ostinazione terapeutica inutile e sproporzionata, a parere dei medici, che dopo il via libera del Consiglio di Stato francese hanno deciso di sospendere i trattamenti vitali.
A fare ricorso a Strasburgo sono state la moglie e due sorelle dell’uomo, che il 18 maggio 2022 era stato investito dal furgone su cui effettuava delle riparazioni. Al suo arrivo in ospedale, in rianimazione, l’uomo è stato sottoposto a ventilazione meccanica, ed è stata accertata l’assenza di........© Il Dubbio
