Magnifica Humanitas per l’equilibrio fra evoluzione e identità della specie umana
Con l’enciclica Magnificat Humanitas la chiesa cattolica diventa un global player della grande partita sulle trasformazioni digitali sia antropologiche ma anche politiche. Il Pontefice ha fissato quei paletti etico-culturali che identificano un possibile modello europeo di civilizzazione di una potenza fino a ora lasciata agire in termini barbarici, senza cioè codici istituzionali e giuridici che ne contengano gli eccessi.
C’è però un punto nell’organica riflessione papale che sollecita una ulteriore ridefinizione da parte del corpus intellettuale europeo, ossia il dualismo che viene introdotto in termini “non negoziabili” fra la natura umana, così com’è, e l'estraneità delle macchine che rimangono strumenti distinti e distanti dall’essenza della nostra specie.
La metafora della Torre di Babele, centrale nella struttura del documento, indica proprio la disastrosa caoticità prodotta dalle velleità tecniciste di insidiare la natura umana.
Scrive Leone XIV: "Nel tempo dell'intelligenza artificiale, in cui la dignità umana rischia di essere oscurata da forme di disumanizzazione, abbiamo il dovere di restare profondamente umani custodendo........
