Dalla guerra cronicizzata alla guerra profonda
La cronicizzazione della guerra sta diventando un nuovo modo per gestire la pace. Lo sciame sismico che ormai sostituisce le grandi scosse belliche nello stretto di Hormuz ci sta mostrando come nei prossimi anni ci dovremo adattare a convivere con un nuovo fenomeno geopolitico: la pacificazione combattuta. Si tratta di un modo per procrastinare i problemi, lasciando insoluti i nodi politici e permettendo ad entrambe le parti in azione di rivendicare il proprio successo. Iran e Usa stanno inventando il conflitto vinto da tutti. Infatti con la sistematica rottura della tregua, si rinviano i colloqui di pace e si congelani i grandi temi, come ad esempio il nucleare per l’Iran o il cambio di regime per Washington. Michael Milshtein del Moshe Dayan Center di Tel Aviv in un’intervista a Repubblica analizza lo scenario e spiega che “gli attacchi episodici a Hormuz servono a modellare il negoziato, spostando il focus sullo stretto e lasciando in ombra gli aspetti più strategici come appunto il nucleare”.
È una realtà che ha dettagliatamente descritto nel suo ultimo saggio Guerra profonda (Luiss edizioni) Arturo Di Corinto, studioso di cybersecurity in........
