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Il Seelengrund di Sánchez

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05.03.2026

“L'anima giusta non conosce il perché”. Eckhart lo scrisse per i mistici. Non immaginava che sarebbe servito per capire un premier spagnolo. E per capire perché tutti gli altri no.

La politica che conosciamo nasce dopo il sondaggio. Prima si misura l'umore, poi si prende posizione, poi si trova un linguaggio che finga convinzione.

È un teatro in cui tutti recitano sé stessi.

Poi ogni tanto c'è qualcuno che rompe la sequenza. Ma non lo fa per eroismo, perché anche questo sarebbe un calcolo dell'effetto. Lo fa perché ha raggiunto, come diceva Eckhart, il Seelengrund, il fondo dell'anima: quella zona in cui la creatura tocca il creatore senza condizionamenti o intermediari.

La politica della bussola nasce lì. Non da un programma e nemmeno da un'ideologia, ma da un orientamento che è quasi fisico.

L'Italia ha perso questa facoltà da tempo. Non per colpa di qualcuno in particolare. L'ha persa per consunzione, per abitudine al compromesso, per una classe dirigente che ha confuso la mediazione e il tatticismo con l'intelligenza.

Ma il danno vero è antropologico, non politico. Una società che si fa disorientare impara ad arrangiarsi. E chi impara ad arrangiarsi legge ogni gesto come mossa, di conseguenza chi non fa strategie diventa illeggibile.

Quando Sánchez ha pronunciato la parola "genocidio" in Italia la reazione prevalente è stato il sospetto. Cosa ci guadagna? Chi lo finanzia? Dove vuole arrivare? Domande di chi ha dimenticato che esiste agire senza un perché.

Eppure, non era la prima volta. Quando Sánchez si è opposto alla corsa al riarmo europeo che oggi viene spacciata per saggezza geopolitica, non stava calcolando un'alternativa strategica. Stava semplicemente restando fedele a qualcosa che precede la strategia. Il Seelengrund non conosce eccezioni di convenienza: agisce con la stessa qualità davanti a Gaza, davanti a Washington, davanti a Bruxelles. E lo ha rifatto, negando l'uso delle basi americane in Spagna per il conflitto con l'Iran.

Eckhart sapeva che il Seelengrund bisogna averlo frequentato, almeno una volta. Noi lo abbiamo disimparato. Non lo cerchiamo più nei politici, ma non lo cerchiamo più neanche nei padri, nei maestri, in chi dovrebbe orientare il popolo prima ancora di governarlo.

La Spagna non è un'utopia. Sánchez non è un infallibile, ma Eckhart lo avrebbe riconosciuto.

Noi facciamo più fatica, perché ci hanno disabituati.

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