Senza permesso, la stagione della Fondazione Feltrinelli
Viviamo una stagione segnata dalle prepotenze degli autocrati, dal restringersi degli spazi del dissenso, da guerre che tornano a imporsi come strumenti ordinari della politica. Fenomeni che sembravano transizioni governabili assumono la forza di tsunami inesorabili: la crisi climatica stravolge territori e condizioni di vita; l’intelligenza artificiale trasforma il lavoro, la conoscenza, le nostre capacità cognitive e relazionali; le disuguaglianze scavano nuove distanze dentro le società.
Tutto questo accade senza chiedere il permesso. Di fronte a questa accelerazione, c’è il rischio di sentirsi spettatori. Di convincersi che non resti che adattarsi, aspettare, sperare che passi. Intanto il potere restringe gli spazi della partecipazione e ci vorrebbe più quieti, acquiescenti, ciascuno al proprio posto. Non disturbate il conducente. Senza permesso nasce dal rifiuto di questa postura. È un invito a non aspettare che qualcuno ci autorizzi a intervenire nel nostro tempo. A prendere parola e prendere parte liberamente, con coraggio e senso di responsabilità. A essere irriverenti quando il conformismo diventa una forma di obbedienza, indocili quando l’ordine delle cose viene presentato come naturale e inevitabile. A fare domande scomode, a esercitare la critica, a costruire alleanze, a........
