Perché Simone ha vinto
Simone Venturini ha vinto a Venezia, e la vera sorpresa non è la sua vittoria, ma che qualcuno sia sorpreso. Perché chi Venezia la vive davvero lo aveva capito da mesi. Lo si respirava nei quartieri, nei bar di Mestre, nelle calli del centro storico; nelle discussioni stanche di una città fragile e complicata, sospesa ogni giorno tra la paura di perdersi e il desiderio ostinato di restare viva. Una città che, da troppo tempo, cerca qualcuno capace di parlare del futuro senza restare intrappolato nelle guerre ideologiche del presente. Simone quel vuoto lo ha occupato perfettamente. Giovane e pragmatico.
Uno che ha scelto di parlare poco del passato e molto di ciò che Venezia potrebbe ancora diventare: infrastrutture, porto, investimenti, sicurezza e lavoro. Temi concreti, veri. Dall’altra parte, invece, hanno finito per costruirsi da soli la propria sconfitta. Un suicidio politico lento, quasi incomprensibile. Settimane intere trascorse a spostare il dibattito su moschea, comunità bengalese e identità culturale: un’ossessione simbolica che ha completamente scollegato la campagna elettorale dalla vita reale dei veneziani. E più quel dibattito cresceva, più........
