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I vescovi della Campania scendono in campo per tradurre principi in scelte concrete

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09.07.2026

C'è una stagione, soprattutto questa così divisiva, in cui una comunità è chiamata a scegliere se restare spettatrice del proprio destino o farsene protagonista. I vescovi della Conferenza Episcopale Campana (CEC) indicano la seconda strada con un Appello, testimonianza di fede e chiamata alla cittadinanza attiva, che va oltre i confini della regione.

Raccogliendo l'eredità delle recenti visite di Papa Leone XIV a Pompei, Napoli e Acerra, l'hanno riproposta in un Appello che non chiede deleghe ma richiama alla corresponsabilità rivolgendosi a tutti: comunità cristiane, istituzioni, amministratori, rappresentanti politici e quanti hanno responsabilità nella vita pubblica. Con “una parola che desidera aprire cammini, non chiuderli; favorire il confronto, non alimentare contrapposizioni; richiamare tutti alla dignità della persona e al bene comune”.

Appunto, al cuore del testo c'è la dignità intrinseca di ogni persona, unica e irriducibile. Per questo i vescovi tengono insieme la cura della vita fragile e sofferente, richiamando “attenzione, accompagnamento e tutela”. Dal suo inizio alla suo termine naturale, affrontando il tema dell’aborto, dell’eutanasia, del suicidio assistito, delle cure palliative e ribadendo ancora una volta la necessità di tutelare la vita senza lasciare solo alcuno.

È un Appello dall’ampio orizzonte che guarda alle disuguaglianze come ferita comune. “Soprattutto quando le disuguaglianze territoriali, economiche e sociali rendono più difficile l’accesso alle cure e colpiscono le persone più fragili”. Secondo gli........

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