Una proposta per regole elettorali neutre
L’ennesima riscrittura delle regole elettorali, che molti hanno già ribattezzato come “Truccatellum”, ha riacceso il dibattito sulla continua deriva del sistema politico italiano. A sollevare il problema non sono solo le opposizioni o i commentatori, ma ora anche oltre 130 tra i più autorevoli costituzionalisti italiani, tra cui Enzo Cheli e Ugo De Siervo. Il loro appello, intitolato “Torniamo alla Costituzione”, denuncia vari profili di illegittimità e le distorsioni democratiche della proposta di legge in discussione.
Tuttavia, al di là di quella questione che è contingente, emergono aspetti problematici strutturali: poiché la maggioranza politica di turno non si astiene spontaneamente dal riscrivere la legge elettorale a proprio vantaggio, e spesso a ridosso delle elezioni violando così il necessario principio di neutralità delle regole, occorre intervenire sul procedimento di approvazione e sulla entrata in vigore di ogni futura legge elettorale.
Le criticità della legge elettorale in discussione
Secondo i costituzionalisti firmatari dell’appello, la proposta della destra presenta almeno tre ordini di criticità.
In primo luogo, la combinazione tra le liste bloccate e le pluricandidature non consentono all’elettore di votare davvero per il candidato da lui indicato ed il candidato eletto viene scelto dopo dalle segreterie di partito. In particolare, la possibilità di candidarsi anche in cinque collegi elettorali contemporaneamente allontana il candidato dal territorio e, come ha affermato la Corte Costituzionale con la sentenza n. 1 del 2014, priva l’elettore di un effettivo margine di scelta ed è dunque incostituzionale.
Premio di maggioranza abnorme. La coalizione vincente può ottenere fino al 60% dei seggi, pur avendo ottenuto un rischio netto dalle........
