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Sempre più isole: il declino della fiducia, soprattutto in Italia

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06.02.2026

"Le istituzioni sono le regole del gioco in una società o, più formalmente, i vincoli ideati dall’uomo che strutturano l’interazione politica, economica e sociale". Questa  affermazione del premio Nobel per l’economia Douglas North mette in luce il ruolo cruciale delle istituzioni nello sviluppo economico. In realtà, si tratta di un’intuizione tutt’altro che recente: già a metà del Settecento Antonio Genovesi poneva alla base dello sviluppo economico il cosiddetto buon costume, inteso come quell’insieme di norme sociali e spesso anche morali che innervano una società e costituiscono l’infrastruttura su cui si costruisce il mercato.

Queste regole, sia formali che informali, si basano su di un ingrediente fondamentale: la fiducia.

La fiducia negli altri e quella nelle istituzioni sono centrali nel sistema di relazioni tra le persone e contribuiscono, a loro volta, ad alimentare lo sviluppo economico. Già nel Seicento il poeta inglese John Donne scriveva che «nessun uomo è un’isola»; eppure oggi la fiducia sembra attraversare una fase di progressiva erosione, un fenomeno che si manifesta su scala internazionale, favorendo la costituzione di tante “isole” personali.

Si riduce quello che possiamo definire il raggio della fiducia, ossia la distanza che ci separa dai soggetti verso i quali siamo disposti a nutrire un atteggiamento fiduciario, che tende sempre più a restringersi ai rapporti di prossimità, delineando quella che l’Edelman Trust Barometer 2026, una indagine su ventotto paesi nel mondo, definisce la tendenza isolazionistica delle persone.

In generale c’è un arretramento del livello complessivo di fiducia, ma soprattutto, emerge un ripiegamento dell’intensità fiduciaria verso ambiti sempre più ristretti, riflesso anche del clima internazionale: tra il 2019 e il 2026, ad esempio, la preoccupazione per i conflitti commerciali è aumentata di otto punti percentuali, coinvolgendo il 66% degli intervistati. Parallelamente, mentre diminuisce la fiducia nei confronti dei leader dei governi nazionali, migliora quella verso le persone più vicine — famiglia e amici — a conferma del ripiegamento già descritto.

In Italia, come mostrano le rilevazioni dell’Istat, prevale un atteggiamento di cautela verso gli altri: il 75% delle persone ritiene che sia necessario “stare molto attenti”, mentre solo il 22% esprime un orientamento fiduciario, dato in calo rispetto al 2023, quando era prossimo al 25%, siamo a circa 10 punti in meno rispetto al dato internazionale. 

La situazione è ancora più critica nel Mezzogiorno, dove la fiducia verso gli altri scende........

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