Quasi 270 mila firme per l’educazione affettiva nelle scuole. L'Italia non torni indietro sui diritti
In appena venti giorni siamo arrivati a quasi 270 mila firme per il referendum “Sì educazione affettiva nelle scuole”.
È un numero importante, ma credo che il punto politico sia ancora più importante del numero. Quelle firme non servono soltanto a portarci un giorno alle urne. Servono oggi, perché rappresentano uno strumento democratico attraverso il quale i cittadini possono fare pressione sulla politica e indicare in quale direzione vogliono che vada il Paese.
E questa domanda diventa ancora più attuale davanti alle proposte avanzate da Roberto Vannacci.
Nel suo programma troviamo la cancellazione delle unioni civili, limitazioni dalle 6 alle 23 alla diffusione di contenuti definiti “omosessualisti” o “genderisti” accessibili ai minori, forti restrizioni sui percorsi di affermazione di genere e una linea restrittiva sull’interruzione volontaria di gravidanza.
È un’idea di società che guarda indietro.
Io penso esattamente il contrario: non sono le persone LGBT a dover scomparire dalla vista dei ragazzi, sono discriminazioni, violenza e pregiudizi che dobbiamo far scomparire dalla società.
E per farlo servono anche educazione, conoscenza e prevenzione nelle scuole.
Questo referendum non è di una parte politica
Vorrei però evitare un equivoco. La nostra risposta a Vannacci non trasforma il referendum in una battaglia contro la destra. Questo non è un........
