Fino a dove può spingersi la devastazione?
Sto lavorando al romanzo più importante della mia vita, sono chiuso in casa, e così sarà ancora per un po’. Per me la scrittura è immersione, apnea, scavare nel profondo in solitudine. Ho deciso di interrompere la mia clausura qualche sera fa, per andare a vedere a teatro Massimiliano Caiazzo. L’attore era in scena a Roma con lo spettacolo “Il giocattolaio” di Gardner McKay. Ho apprezzato Caiazzo nel ruolo di Carmine (“Mare fuori”), il bravo ragazzo che tutti vorrebbero come fidanzato o amico, integro, generoso, pronto a sacrificarsi; l’ho osservato in “Uonderboys” dove non si discostava molto dai sentimenti e dall’immagine del personaggio che lo ha reso famoso; ho iniziato a intravedere in lui qualcosa di diverso nel dramma familiare “Storia della mia famiglia”.
In scena insieme a lui Cristina Cappelli -tra i protagonisti di "Generazione 56 K", qui nel ruolo della psichiatra Maude Cristoforo- guidati dalla regia di Michèle Lonsdale Smith, in un........
