Sovranità monetaria a rischio geopolitico
Il sistema monetario globale sta attraversando una trasformazione significativa. Pagamenti digitali, blockchain, algoritmi per l'ottimizzazione dei flussi finanziari e nuove forme di moneta stanno rimodellando l'infrastruttura monetaria che regola il valore nell'economia mondiale. Un’innovazione tecnologica diffusa che non risparmia alcun settore e che inevitabilmente arriva ad influire sulle politiche monetarie e sull'equilibrio macroeconomico, ma ancor più preoccupante sono gli effetti sulla competizione geopolitica.
In questo contesto, due strumenti distintivi sono diventati sempre più centrali nel dibattito pubblico: l’euro digitale, una valuta pubblica emessa dalla Banca Centrale Europea (BCE), e le stablecoin, token digitali emessi da operatori privati, solitamente ancorati a valute tradizionali come il dollaro statunitense. L’euro digitale si configurerebbe come una forma di moneta pubblica digitale, equivalente al contante ma utilizzabile nei pagamenti elettronici. Essendo emesso dalla BCE, sarebbe privo di rischio e fungerebbe da strumento diretto per la politica monetaria.
Non c’è dubbio: i pagamenti internazionali ne hanno beneficiato, generando trasferimenti quasi immediati e costi ridotti, che a questo punto sono attraenti per le aziende così come per gli operatori del settore finanziario coinvolti in frequenti transazioni transfrontaliere. Basti pensare anche al fenomeno delle rimesse all’estero. Tuttavia, dietro a questa evoluzione si cela una questione più ampia: se una parte considerevole dei depositi bancari venisse convertita in stablecoin, le banche potrebbero perdere parte della raccolta che attualmente sostiene la loro attività creditizia verso l’economia reale. Non stiamo quindi parlando solo di innovazione nell’alveo del Fintech; ma siamo di fronte ad un cambiamento nell’architettura finanziaria che coinvolge non solo le banche centrali ma l’intero sistema bancario più in generale.
Per l'Europa la questione resta quindi estremamente delicata. Una porzione rilevante dei pagamenti digitali nell’Unione Europea avviene attraverso infrastrutture private prevalentemente extraeuropee e legate al mercato americano — circuiti come Visa, Mastercard, PayPal o Apple Pay. Questa non è solo una questione commerciale, ma riguarda anche l'autonomia strategica: in un contesto di crescenti tensioni commerciali, la dipendenza da sistemi di pagamento esterni potrebbe rivelarsi vulnerabile.
È qui che si colloca il progetto dell’euro digitale promosso dalla BCE. Il Parlamento europeo ha espresso sostegno politico significativo con la votazione del 10 febbraio 2026 definendolo uno strumento cruciale per rafforzare la sovranità nei pagamenti all'interno dell’Unione Europea. Parallelamente, l'Europa ha sviluppato un complesso quadro normativo, criticato da molti ma necessario alla luce dei fatti, che include il regolamento MiCAR, che disciplina le criptoattività e imposta requisiti severi alle stablecoin. Il progetto dell’euro digitale mira altresì a mantenere il ruolo della moneta pubblica nell’economia digitale, insieme all’AI Act, che disciplina i sistemi algoritmici ad alto rischio anche nei mercati finanziari.
E il Dott. Cipollone, membro del Comitato esecutivo della Banca Centrale Europea, ha fatto dichiarazioni molto precise a tal proposito: «Le stablecoin denominate in dollari potrebbero prendere piede in Europa, a cominciare dai pagamenti transfrontalieri al dettaglio, per esempio nel commercio elettronico e nelle località turistiche, oppure per usi oggi marginali come i giochi e i micropagamenti». E ancora «in un futuro non troppo lontano le banche europee potrebbero perdere commissioni, dati e depositi al dettaglio a vantaggio delle stablecoin, che stanno già collaborando con i circuiti internazionali per rimpiazzare i depositi bancari come fonte di liquidità».
In discussione non ci sono quindi soltanto l'efficienza dei pagamenti, ma anche il posizionamento internazionale dell'euro stesso, la resilienza del sistema finanziario europeo e, infine, la capacità dell'Unione Europea non solo come grande mercato, ma anche come attore monetario su scala globale. Quando cambiano simultaneamente i canali attraverso cui il valore circola e i mezzi che lo rappresentano, non si limita a cambiare la tecnologia dei pagamenti; si modifica anche l'equilibrio del sistema economico, così come la geografia del potere monetario che influisce anche sui nuovi assetti geopolitici.
I commenti dei lettori
HuffPost crede nel valore del confronto tra diverse opinioni. Partecipa al dibattito con gli altri membri della community.
