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L'Europa non può fare da spettatrice

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04.03.2026

La crisi iraniana ci coglie di nuovo sorpresi e impreparati, nonostante i segnali fossero tutti lì a indicare che l’escalation in Medio Oriente era già in atto da tempo. Alla luce di questo scenario possiamo rileggere alleanze, accordi e conflitti che si sono susseguiti negli ultimi anni, a partire dagli Accordi di Abramo. L’Iran è un attore strategico e al tempo stesso destabilizzante nel grande puzzle degli equilibri geopolitici globali, dove geoeconomia, risorse energetiche e rotte commerciali stanno progressivamente ridefinendo i confini del potere.

Il sottotesto delle mosse dell’amministrazione Trump appare sempre più chiaro. L’obiettivo non è solo colpire Teheran, ma ridisegnare gli equilibri del Medio Oriente, sottraendolo alla crescente influenza di Cina e Russia, che negli ultimi anni hanno consolidato nella regione una presenza economica, energetica e militare sempre più rilevante.

In questa strategia il Mediterraneo torna centrale come non mai e Israele assume un ruolo decisivo nell’architettura di sicurezza regionale. Ma la logica che guida l’azione americana è altrettanto evidente: Trump vuole riaffermare gli Stati Uniti – e anche sé stesso –........

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