Il No non basta interpretarlo, va trasformato in proposta di governo
Il voto referendario è stato una sconfitta netta per il governo Meloni, una sconfitta netta per la sua visione di Paese e democrazia. È stato un segnale politico profondo, un messaggio articolato che attraversa generazioni, territori e condizioni sociali diverse, che non può essere ignorato o minimizzato. Ed è proprio da qui che il centrosinistra e Elly Schlein, in particolare, vogliono partire.
Questa piazza ci ha parlato con chiarezza: gli anticorpi degli italiani a tentazioni autocratiche in salsa MAGA sono forti e la Costituzione è un perimetro che dà sicurezza e certezze che non può essere scardinato così facilmente.
Ci hanno parlato i giovani, che non chiedono solo diritti astratti ma un futuro concreto. Hanno riportato al centro i valori costituzionali - democrazia, equilibrio dei poteri, garanzie - ma insieme chiedono qualcosa in più: progetti, prospettive, possibilità di costruirsi una vita. Non vogliono una democrazia formale svuotata, ma una democrazia viva, che protegge e offre opportunità. E su questo sono netti: meno retorica, più direzione. Meno conflitto sterile, più visione. Il nuovo orizzonte di guerre e crisi continue fa paura e questa generazione non può essere abbandonata a una stagione di perenne incertezza e precarietà economica ed esistenziale.
Ci hanno parlato gli anziani, spaventati non solo da riforme percepite come arroganti, ma soprattutto da una quotidianità che si è fatta più fragile: carrelli della spesa sempre più vuoti, pensioni erose, servizi........
