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Se l'ennesimo morto sul lavoro non paralizza la nostra coscienza

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24.09.2026

Un giovane teramano di ventidue anni perde la vita nel cantiere del monumento simbolo. Le esitazioni sulla chiusura (che poi c'è stata) e il silenzio esterno raccontano una società incapace di concedersi il lutto.

Ci sono dettagli che dicono sulla nostra epoca molto più di grandi discorsi. Di fronte alla tragedia di un giovane di ventidue anni che perde la vita mentre lavorava in quota al Colosseo, il primo riflesso istituzionale non è stato un fermo immediato, un gesto secco e incondizionato di rispetto. È stata la misura, il calcolo, la parzializzazione: chiudere solo un settore, contingentare l'impatto, fare in modo che la macchina del turismo e della fruizione potesse continuare a girare quasi senza intoppi.

Mentre le testimonianze da dentro il cantiere raccontano d'altra parte di una chiusura controllata per la miglior gestione dell'ordine pubblico sulla piazza, dalle 23.30 della notte precedente. Come se l'ansia........

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