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Il tempo dei nonni con la valigia

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09.03.2026

“Votare con i piedi”, si dice, quando si vuole indicare la scelta di un posto per lavorare meglio, pagare meno tasse, avere garanzie di migliori condizioni di vita e, perché no? di tempo libero. È un’espressione che usano spesso i ragazzi, quando devono decidere dove andare a studiare. Le popolazioni migranti, in cerca di un più conveniente mercato del lavoro. Ma anche i detentori di grandi redditi, se vanno in cerca di comodi paradisi fiscali o più semplicemente minori carichi su pensierini e redditi. Cambiare posto, insomma, per trovare più agevoli condizioni di lavoro e di vita. È una scelta molto politica, naturalmente, perché implica un giudizio sui servizi pubblici locali, la qualità dell’amministrazione civile, le opportunità del mercato del lavoro, il rapporto tra sistema fiscale e servizi, ma anche le condizioni generali di qualità della vita civile, l’accoglienza, le relazioni tra le persone. Negli Usa, è una scelta frequente, magari ripetuta più volte nel corso della vita.

Adesso scopriamo, grazie a una acuta inchiesta su “La Stampa” di Chiara Saraceno, che l’abitudine si sta diffondendo non solo tra i giovani italiani (quella che oramai comunemente chiamiamo “fuga dei cervelli”) ma, perché no?  pure tra le persone più adulte.

“Nonni con la valigia”, titola La Stampa, notando che nel corso degli ultimi vent’anni più di 184mila over 75 hanno lasciato i loro paesi di provincia, soprattutto nel meridione, per andare a vivere, senza cambiare ufficialmente residenza, nelle grandi e piccole città del Nord d’Italia. Erano poco meno di 100mila nel 2002. Sono raddoppiati in quasi........

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