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Chi di primarie ferisce...

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24.04.2026

C’è un’ironia quasi matematica nel fatto che uno dei paradossi più evidenti della politica italiana contemporanea riguardi proprio Elly Schlein, che ha conquistato la guida del suo partito grazie alle primarie e ora, di fronte all’ipotesi di primarie di coalizione per scegliere il candidato del cosiddetto campo largo, sembra molto meno entusiasta all’idea di rimettere la leadership nelle mani di un elettorato più ampio, soprattutto se dall’altra parte c’è Giuseppe Conte, capace di mobilitare un pubblico diverso, più emotivo, più fluido, più incline a premiare la narrazione rispetto alla coerenza programmatica. È come se la logica che l’ha portata al vertice si fosse improvvisamente trasformata in un rischio da evitare, un perfetto esempio di come i meccanismi democratici possano produrre risultati che nessuno dei protagonisti considera davvero ottimali. Stefano Bonaccini,........

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