Netanyahu, la democratura e la guerra dei voti
Stiamo sempre più rotolando in un conflitto in rapida espansione, che nasconde tanti interrogativi e il cui esito finale potrebbe ridisegnare per anni l'equilibrio geopolitico in Medio Oriente. Per capire l'evolversi della nuova guerra non occorre la lente d'ingrandimento e nemmeno la bussola. La stragrande maggioranza di esperti, militari e analisti internazionali, concordano infatti su due scenari possibili. Primo, quanto accaduto fino a oggi non è sufficiente a provocare l'implosione del regime degli Ayatollah, nonostante l'inferiorità manifesta della potenza bellica in mare e cielo, nonché l'eliminazione del leader Ali Khamenei. Altro punto dolente è che ci sarà bisogno di una campagna di non breve durata, parecchia logistica e l'ingresso in gioco di altri fattori, che rischiano a loro volta di innescare ricadute a catena. Caldo il coinvolgimento diretto dei curdi, significativo quello eventuale della Turchia del sultano Erdogan.
Se vogliamo inquadrare il problema iraniano in una visione politica d'insieme dobbiamo capire la natura della decisione presa da Benjamin Netanyahu, e avallata dall'azione "sinergica" di Trump. Secondo il recente rilevamento........
