Walk for Peace. Camminare per la pace (la gentilezza, compassione e umiltà)
Camminano per promuovere la gentilezza, per diffondere la compassione, l’umiltà e la guarigione interiore di un mondo segnato da violenza e divisione. Sono diciannove i monaci buddhisti che il 26 ottobre si sono messi sulla via in Texas, portando nelle loro magre bisacce un messaggio di pace universale, capace di guadagnare ormai una dimensione globale. Guidati da Bhikkhu Pannakara, il monaco vietnamita-americano che già nel 2022 si era reso protagonista di 112 giorni di marcia lungo il confine tra India e Nepal, insieme stanno fronteggiando il gelido inverno statunitense, la pioggia e la stanchezza, in silenzio.
C’è chi cammina a piedi scalzi, osservando un’antica pratica di riconnessione con la terra, c’è chi ha persino rischiato la vita in un incidente: investito a novembre da un camion, un monaco ha riportato ferite così gravi da necessitare l’amputazione della gamba. Eppure tutti insieme continuano, passo dopo passo, perché la pace non si può attendere, ma è da mettere in pratica qui e ora, come insegna il Buddhismo. Ogni chilometro diventa così una meditazione, ogni miglio è una preghiera, un’intenzione verso Washington D.C., dove completeranno il loro incredibile viaggio il 13 febbraio dopo 3700 km, con la stessa umiltà con cui ebbe inizio.
Al loro arrivo non terranno grandi discorsi: quel messaggio avrà semplicemente raggiunto la sua destinazione mai esibito in slogan o su cartelli, né formulato in proclami per salvare il mondo. E così, se il loro Walk for Peace è partito piano piano dal tempio Huong Dao di Forth Worth oltre 100 giorni fa, adesso questa marcia fa rumore. Con loro trotterella anche il fedele cane Aloka, ormai noto come Peace Dog, e a ogni giorno che passa, cresce la certezza che la pace lì fuori si costruisca prima di tutto attuando la pace dentro di noi.
Raggiungiamo Paolo Piacentini per commentare insieme questa commovente iniziativa fatta di piedi e respiro pazienti, lui che da 40 anni è un punto di riferimento in Italia d’un camminare inteso non solo come opportunità turistica, o pratica salutista. Nato a Castel Madama (Roma) nel 1959, Piacentini scrive di cammini da sempre e da sempre cammina in montagna e in pianura solcando la vita delle comunità italiane. Presidente onorario della Federtrek e socio onorario AIGAE, dedica i suoi passi alla conoscenza profonda di sé e del mondo. Dopo avere infatti accompagnato gruppi per oltre venti anni alla scoperta dell’Italia e sui Pirenei, ha contribuito a ideare la Giornata Nazionale del Camminare e da allora non ha........
