Quando camminare per l'Italia diventa un lavoro
Lavorare camminando non è un ossimoro. Per tre giovani amici, poco più che trentenni, è diventato un vero e proprio progetto di vita. Non un semplice hobby monetizzato o un profilo social in crescita, ma una start-up strutturata che oggi sta muovendo numeri così significativi nel settore del turismo lento, da rappresentare un unicum nel panorama italiano. Questa realtà si chiama Cammini d’Italia, un sogno d’impresa concretizzato da Davide Nanna, 30 anni, originario di Casamassima (BA), Vincenzo Caruso, 37 anni di Conversano – entrambi quindi dalla provincia di Bari, - e Francesco Boggi, trentatreenne nato nel viterbese, ad Acquapendente.
«Penso spesso a chi viene in Italia per vedere in pochi giorni Roma, Firenze e Venezia. A ciascuno di loro vorrei dire che si perdono tutto ciò che sta nel mezzo… ovverosia, semplicemente, l’Italia». È la riflessione di Davide Nanna, l'uomo che ha avuto per primo l’intuizione alla base di Cammini d’Italia: uno spazio dove promuovere il turismo lento, attraverso la valorizzazione dei percorsi a piedi. «Oltre alle città d’arte, la principale ricchezza del nostro Paese è un tessuto fatto di piccoli centri così vicini tra loro, dove una sorprendente varietà di paesaggi, culture e tradizioni convivono, cosicché in pochi chilometri ti sembra di coprire un viaggio di distanza», spiega l’imprenditore pugliese.
Nasce così una pagina Facebook, poi una community sempre più grande dove condividere consigli e indicazioni per i viandanti; quindi un progetto più ambizioso: è così che, nel 2023, viene ufficialmente lanciato nella rete il portale camminiditalia.org. L’idea consiste nel mettere insieme un ecosistema di percorsi a rappresentare il Belpaese da nord a sud, per consentire un approccio più facile e su misura alla propria avventura a piedi, restituendo al tempo stesso un racconto moderno di ciascun itinerario, attraverso uno storytelling multimediale e accattivante. La crescita assume ben presto dimensioni impressionanti e nel 2024 il portale digitale supera la cifra di cento itinerari mappati lungo la Penisola, tutti accompagnati da una app che consente di pianificare tappe, consultare mappe e navigare anche offline. Attorno, una galassia di contenuti: blog, newsletter, social media, docufilm, eventi sul territorio. E un libro a raccoglierli insieme tutti e cento questi cammini, pubblicato per Terre di Mezzo editore e intitolato semplicemente “Cammini d’Italia: 100 spettacolari itinerari a piedi”, a cura di Monica Nanetti.
Oggi i numeri continuano a stare dalla parte dei tre ragazzi, raccontando che il turismo lento in Italia non è solo una nicchia romantica: nel 2025 Cammini d’Italia ha raggiunto oltre 60 milioni di persone attraverso i suoi canali di comunicazione, con il solo portale capace di generare circa due milioni di visite l’anno e una newsletter che registra tassi di apertura superiori al 40 per cento. Ma al di là delle metriche entusiasmanti, la questione è culturale. Negli ultimi anni il movimento slow è cresciuto come nessun’altra forma di viaggio, complice la ricerca di esperienze meno frenetiche e più sostenibili. Cammini d’Italia si inserisce dunque in questo trend, organizzando l’offerta e trasformando un insieme frammentato di percorsi in una rete riconoscibile, valorizzando itinerari, borghi e storie di camminatori, costruendo narrazioni e strumenti pratici per far incontrare viandanti e territori.
«Una parte importante della nostra scommessa passa dalla tecnologia, con investimenti costanti per rendere camminiditalia.org un portale sempre più agile e fruibile, dove ogni persona possa facilmente trovare il cammino più adatto alle proprie esigenze». E così l’app Cammini d’Italia conta oggi circa 40mila download e permette di customizzare gratuitamente il proprio cammino, grazie a informazioni gestite direttamente dagli enti gestori di ciascun percorso, cosicché i dati restino costantemente aggiornati e affidabili. «Vorrei sottolineare quanto sia prezioso il contributo dei camminatori stessi, che attraverso il nostro portale possono fornire feedback in tempo reale geolocalizzati: un supporto prezioso al meraviglioso lavoro delle associazioni, in cui così tanti cittadini volontari si impegnano per manutenere i percorsi, tutelare il paesaggio e proteggere i luoghi attraversati», conclude Davide Nanna.
L'idea dei tre soci fondatori si è arricchita nel tempo con l'ingresso di nuovi collaboratori come Gianluca Chiapperino e Fabrizio Billi, per la parte di videomaking, al fianco di Davide “il sognatore”, Vincenzo “il camminatore lento”, Francesco “il creativo”: tre punti di vista differenti per approcciare la medesima visione. Guardandoli da vicino, infatti, comprendiamo che Davide Nanna, con i suoi studi economici alle spalle, è stato il visionario capace di trasformare una disavventura nell’opportunità della vita e in un mestiere; Francesco Boggi, responsabile marketing, è invece l’anima narrativa del progetto, affinché raccontare un cammino non significhi elencare chilometri o dislivelli, ma restituire l’esperienza con le sue fatiche, gli incontri, la contemplazione di paesaggi nascosti; Vincenzo Caruso, forte di un background da divulgatore scientifico e da guida ambientale, ha apportato infine al team il tocco personale di chi interpreta il viaggio nella sua dimensione di “vita lenta”, in cui il camminare sia inteso anche come gesto culturale, come modalità di attraversamento di territori marginali, senza consumarli.
Ormai i ragazzi di Cammini d’Italia sono conosciuti da tutti gli operatori del turismo lento in Italia, e naturalmente, come ogni start-up, il progetto si muove in un equilibrio delicato: la sfida è mantenere credibilità in un settore dove l’autenticità è il valore-chiave. Finora, la community sembra premiare il loro approccio con centinaia di migliaia di follower, un pubblico concentrato nella fascia 25-55 anni, e collaborazioni istituzionali consolidate. Oggi Cammini d’Italia è la piattaforma numero uno in Italia a connettere territori e viaggiatori, amministrazioni e camminatori, contenuti digitali ed esperienze fisiche, costruendo un ponte tra la dimensione virtuale e la polvere dei sentieri. Fiore all’occhiello del loro approccio narrativo, la produzione dei documentari registrati lungo i territori camminati, intervistando i protagonisti locali e mostrando - anche attraverso un avanzato uso delle riprese con i droni - la bellezza senza tempo di un’Italia remota e vicina. In un’epoca dominata dalla velocità, tre ragazzi hanno scelto di puntare sulla lentezza non per sottrarsi al mercato, ma per starci dentro in modo diverso. Un ossimoro tra camminare e lavorare, che con loro è diventato rima baciata.
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