Il Po in sofferenza: l’acqua del mare non defluisce
La linea rossa, oltre la quale l’acqua del Po diventa salata, è appena a est di Ca’ Tiepolo, a una ventina di chilometri dal mare, ma più a sud, sul Po di Goro, arretra di altri cinque chilometri.
Sotto l’argine una piantagione di soia mostra ampie chiazze di piantine seccate dall’arsura, perché i canali di irrigazione sono asciutti.
Il Consorzio di bonifica del Delta infatti un mese fa ha dovuto chiudere tutte le derivazioni irrigue a valle, poiché l’acqua salata per le piante è letale.
«La genesi del cuneo salino è semplice – spiega Rodolfo Laurenti, direttore del Consorzio – Se il fiume ha una portata sufficiente, almeno 450 metri cubi al secondo a Pontelagoscuro, la sua acqua defluisce verso il mare; se invece è in magra come da un mese a questa parte (ieri era a quota 290 metri cubi al secondo , ndr) è l’acqua marina a risalirne il corso, e le nostre tre barriere antisale operative a Scardovari sul Po delle Tolle, a valle di Santa Giulia sul Po’di Gnocca, e quella sull’Adige prima di Rosolina Mare, non sono sufficienti a fermarla, perché realizzate in anni in cui queste quote non si potevano nemmeno immaginare».
Ora dunque per l’irrigazione si tampona con soluzioni di........
