Dolomiti sempre più fragili, il geologo: «Servono radar e monitoraggi»
Le Dolomiti sono tutte belle ma fragili. «Da sempre» dice Manuel Conedera, geologo, agordino, che al convegno del Cai di San Vito affronterà la fenomenologia dei dissesti, «ma non per questo dobbiamo dare per scontati questi eventi. Non possiamo certo prevederli, almeno i crolli, le colate e le frane in parte, ma possiamo tenerli sotto controllo. Almeno là dove insistono su ambienti urbanizzati, infrastrutture importanti, percorsi molto frequentati da escursionisti o alpinisti».
In Valle del Boite e sulle Dolomiti diversi itinerari di arrampicata vengono chiusi o modificati per l’aumento del rischio frane legato ai cambiamenti climatici. Il Cai e gli esperti: «Montagna sempre più fragile, serve massima prudenza»
Quindi anche Conedera è della teoria del professor Casagli circa l’opportunità di sottoporre a radar le pareti più a rischio di distacchi. «Per quanto possibile, ovviamente» dice il geologo. I lavori di sabato prossimo, coordinati dallo storico Lorenzo De Lotto, cominceranno con i saluti istituzionali e continueranno con un percorso che esamina il problema da prospettive diverse.
Ad aprire il programma scientifico sarà il geologo Tiziano Abbà, che guiderà il pubblico attraverso la storia delle Dolomiti: litogenesi, orogenesi e morfogenesi, ovvero come........
