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Il ritorno del Congo, un filmato e i nostri sensi di colpa

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17.06.2026

Gelsenkirchen, 22 giugno 1974. Minuto ottantacinque di Zaire-Brasile. L’arbitro fischia una punizione dal limite per i verdeoro e sul pallone va Rivelino, che è un battitore letale di questo genere di calci. Il Brasile sta vincendo tre a zero.

La barriera africana si posiziona, tremante.

Prima ancora che il brasiliano possa iniziare la rincorsa, un difensore dello Zaire, Mwepu Ilunga, si stacca, corre verso la sfera e la calcia via con violenza, lontano, a gioco fermo. Un gesto folle, che la pigrizia europea liquida con un sorriso paternalistico. Guarda che sprovveduti, gli africani. Soltanto molti anni dopo si scopre che dietro quella bizzarria regolamentare non c’era ignoranza, ma un terrore autentico: il dittatore Mobutu Sese Seko........

© Corriere delle Alpi