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Pfas, un milione dalla Miteni per due parti civili

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05.09.2026

Inquinamento da Pfas per il disastro Miteni: la macchina della giustizia ha fatto scattare il meccanismo dei risarcimenti, un anno dopo la storica sentenza di condanna agli 11 ex manager del colosso chimico di Trissino.

Le prime provvisionali sono arrivate nelle casse degli enti pubblici: a fine agosto, gli acquedotti veneti costituiti parte civile nel processo celebrato a Vicenza hanno incassato le somme stabilite dalla Corte d’assise il 25 giugno 2025. Le prime conferme arrivano da Piergiorgio Cortelazzo e Federico Ginato, presidenti di Acquevenete e di Viacqua.

«Il 25 agosto abbiamo incassato un bonifico di oltre 500 mila euro, quanto stabilito dal tribunale nella sentenza di primo grado», spiega al telefono Cortelazzo, deputato di Forza Italia e presidente di Acquevenete. «E’ un segnale molto importante sulla strada del risanamento ambientale causato dai Pfas. Il nostro acquedotto ha dovuto realizzare un nuovo serbatoio a Montagnana per uscire dall’incubo. I fondi sono arrivati dal ministero dell’Ambiente che ha deciso di realizzare 4 nuovi acquedotti nelle province contaminate. Un investimento da 80 milioni di euro. L’emergenza è finita, ma dobbiamo........

© Corriere delle Alpi