«Trump first», dalle mire sulla Groenlandia alla «flotta dorata» e la purga degli ambasciatori: la megalomania del presidente
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
Il presidente degli Stati Uniti usa la sicurezza nazionale per imporre il suo ego
Lâatmosfera natalizia non lo distrae né lo ammorbidisce. La perdita di consensi nel Paese non lo induce a maggiore cautela: Donald Trump va avanti a tutta forza anche in questi giorni festivi con la sua agenda «America First» che ha sempre più un sapore di «Trump First»: dalla rimozione di decine di ambasciatori di carriera in giro per il mondo, da sostituire con suoi fedelissimi come da piano di occupazione capillare del potere del «Project 2025», allâinvocazione di più o meno fantasiose emergenze di sicurezza nazionale per imporre azioni assai controverse.Â
Le ultime: il blocco di cinque grandi impianti eolici in costruzione in mare, lungo le coste dellâAtlantico, ma anche lâopposizione alla richiesta di bloccare la costruzione della gigantesca sala da ballo della Casa Bianca voluta da Trump in attesa di verificare compatibilità architettoniche e rispetto del patrimonio storico della capitale. Ma anche per la ballroom gli avvocati del presidente chiedono mani libere: motivi di sicurezza nazionale. Invocati anche per negare il diritto alla........© Corriere della Sera
