Caso Epstein, Peter Mandelson arrestato dalla polizia nella sua casa a Londra
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Caso Epstein, Peter Mandelson arrestato dalla polizia nella sua casa a Londra
L'ex ambasciatore britannico negli Usa accusato di abuso d'ufficio e rivelazioni di segreti di Stato, come l'ex principe Andrea. I file e le foto nei documenti del magnate pedofilo suicida in carcere
DAL NOSTRO CORISPONDENTELONDRA - E due: dopo l’arresto giovedì scorso dell’ex principe Andrea, è arrivato quello di Peter Mandelson, l’architetto del New Labour ed ex ambasciatore britannico a Washington, anche lui invischiato fino al collo nello scandalo Epstein.
Con il «Principe delle Tenebre» (così era soprannominato) portato via dagli agenti di Scotland Yard dalla sua casa a Camden e condotto in una stazione della polizia per essere interrogato, siamo alla seconda figura apicale a Londra trascinata nel fango a causa dell’associazione col miliardario pedofilo americano. E questa volta a tremare, invece della casa reale, è lo stesso governo di Keir Starmer.
Mandelson è accusato di aver passato a Epstein informazioni riservate fra il 2009 e il 2010, quando era ministro nel governo di Gordon Brown: in particolare, il politico britannico avrebbe allertato il magnate americano sull’imminente piano di salvataggio dell’euro da 500 miliardi, oltre che su progetti di privatizzazioni e di politica fiscale. Tutte informazioni di cui Epstein potrebbe aver approfittato per fare soldi a palate: da parte sua, è venuto fuori che Mandelson aveva ricevuto pagamenti per 75 mila dollari dal finanziere.
La polizia britannica aveva già lanciato qualche settimana fa una indagine criminale su Mandelson, che di conseguenza si è dimesso dalla Camera dei Lord, di cui faceva parte (anche se non ha perso il titolo: per questo ci vuole un atto del Parlamento, che il governo ha detto di voler avviare con urgenza). Mandelson, che già lo scorso settembre, alle prime avvisaglie dello scandalo, era stato sollevato dall’incarico di ambasciatore negli Usa, ha lasciato anche il partito laburista.
La sua caduta, tuttavia, ha destabilizzato gravemente il primo ministro: Starmer è accusato di mancanza di giudizio per aver nominato in una posizione così delicata – quella di tramite con l’Amministrazione Trump – un personaggio di cui erano già noti i rapporti di amicizia con Epstein. Starmer si è difeso dicendo che Mandelson gli aveva dato l’impressione di «conoscere appena» il finanziere americano e di essere così stato indotto a credere alle sue bugie.
Il premier però si è salvato a stento, due settimane fa, da un tentativo di defenestrarlo, dopo che si erano dimessi sia il suo capo dello staff, quel Morgan McSweeney che era stato l’artefice della nomina di Mandelson, sia il suo responsabile della comunicazione. Ma alla fine Starmer è rimasto al suo posto solo perché i laburisti non sono riusciti ad accordarsi su un successore.
Il capo del governo è definito ormai da più parti un «morto che cammina» e con l’arresto di Mandelson il colpo di grazia potrebbe arrivare già questo giovedì, quando i laburisti rischiano di perdere un'importante elezione suppletiva in quello che era un volta un seggio sicuro. Di fronte alla disfatta, a quel punto i congiurati potrebbero decidere di affondare le lame.
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23 febbraio 2026 ( modifica il 23 febbraio 2026 | 19:04)
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